Il trend dell’alimentazione: la tesi del vegetariano

vegetariano

Le nostre abitudini alimentari stanno cambiando. Nel Bel paese, dove fino a qualche anno fa la dieta Mediterranea era il modello alimentare indiscusso, oggi un numero in costante crescita di persone sta decidendo di cambiare per preferire qualcos’altro.

Se si fossero avverate le previsioni degli anni ’60 in materia alimentare oggi ci nutriremmo di pillole. Questo scenario fantasioso fortunatamente non si è avverato e tutti noi per cucinare, a casa e al ristorante, utilizziamo ancora pentole e fornelli. Sta di fatto, però, che le tendenze alimentari degli italiani stanno cambiando ed evolvendo verso approcci vegetariani.
Nel 2010, la dieta mediterranea è stata eletta dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità in quanto “rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. E’ caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità”.
A quanto pare però, la dieta mediterranea così com’è non va più bene, e, infatti, negli ultimi dieci anni in Italia si è passati dal 2,5% di cittadini vegetariani nel 2000 al 12% nel 2010.
La domanda nasce spontanea: cosa porta queste persone, in prevalenza donne e giovanissimi, a fare una scelta alimentare di questo tipo?
Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto si può seguire una dieta vegetariana per ragioni salutistiche: secondo la tesi vegetariana, infatti, chi mangia soprattutto alimenti vegetali è molto meno esposto a malattie dell’apparato cardiovascolare, a tumori, ipertensione, diabete.
Secondo i vegetariani, esistono poi dei motivi ecologici altrettanto validi a favore del vegetarianismo, tra cui gli enormi sprechi di risorse necessari per mantenere gli allevamenti intensivi del bestiame, condotto con criteri disumani, nonché la distruzione di foreste millenarie e di terreni fertili, soprattutto nel Terzo Mondo, per creare pascoli.
Tuttavia il fenomeno dei vegetariani va tenuto sotto controllo perché, spesso, le scelte alimentari di questi gruppi di persone sono dannose, soprattutto per i bambini e i ragazzi che, durante la fase della crescita, hanno bisogno di un’alimentazione più completa possibile. Inoltre la “fissazione” per la purezza del cibo ha condotto alcuni a vere e proprie paranoie. Sì, perché l’obiettivo principale dell’uomo moderno non è semplicemente nutrirsi, ma nutrirsi bene utilizzando cibo di qualità che, durante la fase di realizzazione e produzione, non abbia recato nessun danno ne’ all’ambiente ne’ tantomeno agli animali. Non importa se i costi sono notevolmente più elevati: la soddisfazione di mangiare cibo biologico e quindi sano, di non aver ucciso alcun animale, riesce ad andare oltre a tutto, anche alle ristrettezze economiche.

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Autore:Claudia Nardi

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