Ma che bontà, ma che bontà questa pizza romana qua!

PizzaUp

Quando si tratta di recensire un ristorante, un vino, un particolare piatto, è facile lasciarsi andare a giudizi superficiali e offese gratuite.Ma siamo proprio sicuri che sia questo il caso?

In questi giorni, i pizzaioli napoletani sono sul piede di guerra nei confronti del Gambero Rosso per non aver incluso nella propria guida 2013 alcuna pizzeria di Napoli nell’elenco delle migliori d’Italia, nel quale figurano, invece, quelle romani e veronesi.

Questi i nomi:
La Fucina Roma
Antica Osteria pepe Caiazzo (CE)
Sforno Roma
I Tigli San Bonifacio (VR)

Ma andiamo a spulciare un po’ il sito web del Gambero Rosso per capire meglio cosa abbia potuto spingere una delle più importanti guide enogastronomiche italiane a prediligere pizzerie non napoletane.
Ecco che cogliamo, senza tante sorprese, un articolo risalente a marzo 2012 dove si esaltano le qualità, in continua ascesa, della pizza fatta a Roma, anticipando quelli che saranno i nomi delle migliori pizzerie presenti nella guida del Gambero Rosso 2013.

L’autrice dell’articolo comincia la sua recensione, in un continuo rimando geografico-culinario tra il centro e il sud, elogiando i pizzaioli romani, senza mai dimenticare, però, quelli partenopei. Infatti, dopo aver nominato il guru della pizza capitolina, Gabriele Bonci, l’attenzione si sposta subito verso la pizzeria Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino a Roma, dove il pizzaiolo di origine napoletana, Gino Sorbillo, prepara “dischi di pasta soffici e ben lievitati, morbidi e mai elastici. Niente cornicione e pizze-materasso, ma un calibrato accenno partenopeo, ricercato sin dall’inizio”.
Proprio gli stessi Lazzaroni, che in un articolo del blog del noto giornalista e gastronomo Luciano Pignataro, vengono altamente decantati, nonostante il proprietario del locale, Giancarlo Casa, sia un romano doc.

Passiamo ora ad analizzare la pizzeria “Sforno” a Roma, presente nella lista dei vincitori secondo la guida 2013. Sapevate che Stefano Callegari, romano de Roma, lo stesso ideatore di “00100” e “Tonda”, per realizzare le sue creazioni utilizza un forno made in Naples? Trattasi di una Ferrari targata Stefano Ferrara (Napoli) con “ingredienti” come biscotto di Sorrento e sabbia del Vesuvio (ingredienti della costruzione del forno, sia chiaro). Quegli elementi che rendono ogni forno di Ferrara a Napoli come a New York da Donatella Arpaia o in trasferta a Vico Equense unico. (fonte: scattidigusto)

Allora la questione termina solamente in un’opposizione Roma VS Napoli creata ad hoc dal Gambero Rosso?
Sembra proprio di no.

Nessuna battaglia, quindi, ma un continuo confronto (senza scontro) tra due realtà che si sono incontrate e riconosciute a vicenda per realizzare la pizza perfetta.

La tradizione rimane intrisa tra le radici profonde della pizza napoletana, patrimonio culinario italiano. Non dimentichiamo, però, che la pizza, insieme ad altre forme d’arte, può evolvere e subire influenze esterne e, perché no, prendere il meglio da ognuna di queste per migliorare, se necessario.
Alcuni pizzaioli sembrano essersene accorti. Cosa aspettano gli altri a raggiungerli?

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Categorie: Ristoranti

Autore:Claudia Nardi

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2 commenti su “Ma che bontà, ma che bontà questa pizza romana qua!”

  1. 12 ottobre 2012 a 08:37 #

    Una buona analisi Claudia, complimenti. Il punto però è un altro, secondo me. Che questo lavoro di ricerca e di miglioramento è in corso anche a Napoli da molto tempo: cito Enzo Coccia, Gino Sorbillo, Guglielmo Vuolo, i fratelli Salvo, Ciro Salvo, Gianfranco Iervolino dietro ai quali ci sono almeno una trentina di pizzerie che hanno lo stesso livello delle pizzerie segnalate dal Gambero. L’errore, dunque, non è stato segnalare le quattro, ma ignorare l’altra metà del cielo. Un errore che ormai lo stesso Gambero, per bocca di Perrotta, ha ammesso.
    Io credo sia stata solo superificialità romanocentrica

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  2. Paolo
    12 ottobre 2012 a 10:19 #

    Molto bello, complimenti per l’analisi finale.

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