Il regno degli chef stellati a cinque euro per le mense

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L’idea dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo dimostra che c’è alta cucina a basso costo
 
Una nuova sfida è alle porte: preparare piatti di alta cucina che rispettino i principi del «buono, pulito e giusto» per un costo massimo di 5 euro. L’idea arriva dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), che ha promosso l’ambizioso progetto Le Tavole Accademiche: educazione alimentare, cucina d’eccellenza, giusto costo e prodotti locali, il tutto in un’unica e imperdibile iniziativa. 

A partire da gennaio 2013, 25 chef provenienti da tutto il mondo utilizzeranno la mensa dell’Ateneo per preparare ai giovani studenti pietanze di altissima qualità. Un’occasione unica per gli universitari che vedranno alternarsi nella propria cucina personaggi notissimi del mondo dell’enogastronomia: chef pluristellati del calibro di Ferran Adrià, Alice Waters, gli italiani Antonio Santini, Davide Oldani, il principe della cucina pop e Niko Romito, lo chef abruzzese del Reale Casadonna. 

«E’ una doppia sfida – spiega Carlo Petrini, Presidente dell’Università e direttore di Slow Food – dimostrare che ci può essere una grande cucina a prezzi economici e che è possibile farla senza sprechi. Anzi è proprio eliminando gli sprechi, oltre che utilizzando materie prime locali e di stagione, che si può limare il costo». L’iniziativa è un’importantissima occasione per dimostrare come può esistere alta cucina anche a prezzi accessibili. «In realtà tutta la ristorazione dovrebbe muoversi seguendo questi principi limitando sprechi e costi – afferma Davide Scabin, al quale toccherà inaugurare l’evento – Solo così possiamo fare concorrenza alla crisi, creando una nuova sostenibilità del lavoro, non solo del cibo». Gli chef hanno accolto con molto entusiasmo la proposta di Petrini, ritenendola un’opportunità fondamentale per dare il buon esempio ai professionisti del futuro. Tra gli accorgimenti adottati, la preparazione di piatti stagionali e a base di prodotti locali, gli arredamenti e i componenti per la fruizione del cibo in materiali ecosostenibili, l’impiego di attrezzature a ridotto consumo energetico, e la possibilità di rimettere in circolo i prodotti avanzati. 

«Il problema non è la distinzione tra cucina alta e bassa – conclude Scabin – c’è spazio per tutti e due. Ma oggi si parla solo della prima e per noi l’idea di fare grandi piatti con un “food cost” ridotto è importante. Solo chi conosce alla perfezione prodotti e tecniche può farlo. E poi vieta gli sprechi, non puoi permetterli». 

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Categorie: Notizie

Autore:Claudia Nardi

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One Comment su “Il regno degli chef stellati a cinque euro per le mense”

  1. 6 gennaio 2013 a 09:58 #

    Excellent post. I absolutely love this website. Continue the good work!

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