Salute – “Dottor Google, mi aiuti lei” Boom di auto-diagnosi online

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Dal mio articolo su La Stampa http://www.lastampa.it/2013/01/16/italia/cronache/dottor-google-mi-aiuti-lei-boom-di-auto-diagnosi-online-DfaD6ymTzGP2Prdb5j0PqK/pagina.html

Uno studio del Pew Center lancia l’allarme: il 35% degli americani si affida al Web per curarsi senza rivolgersi agli specialisti

“Dottor Google” sostituirà presto il medico di famiglia. Sempre più persone ricorrono, infatti, a Internet e ai motori di ricerca per diagnosticare un problema di salute per sé o perfino per gli altri. A lanciare l’allarme è il Pew Research Center che ha diffuso oggi l’indagine dal titolo “Health Online 2013”, condotta nell’ambito del progetto “Pew’s Internet and American Life Project”.

Lo studio, condotto su un campione di oltre 3000 americani, rivela come il 35 per cento di queste persone si affida al web per cercare informazioni riguardanti la natura dei disturbi fisici di cui soffrono. A indossare più spesso il camice bianco virtuale sono le donne ma anche i giovani, le persone con diploma di scuola superiore e chi ha un reddito familiare superiore a 75mila dollari l’anno.

La ricerca sottolinea i pericoli derivanti dal potere amplificatore della rete. L’abitudine di questi “medici di se stessi” è quella di accontentarsi della propria autodiagnosi senza sentire una seconda opinione: una persona su tre, infatti, evita addirittura di rivolgersi a uno specialista per la conferma. Tra gli adepti di Dottor Google che, al contrario, si rivolgono al medico dopo essersi autodiagnosticati una fantomatica malattia, il 41 per cento ha dichiarato che il proprio dottore conferma la loro diagnosi mentre il 18 per cento ha affermato che il medico non si trovava d’accordo con la prognosi che i pazienti avevano creato.

L’esplorazione superficiale del web a fini di automedicazione rischia di esagerare o aggravare la condizione di salute di coloro che decidono di scavalcare l’autorevolezza scientifica. Così un semplice mal di testa sfocia in una patologia incurabile. Sempre più spesso, questi ipocondriaci della rete soffrono della cosiddetta cyberchondria, una sorte di sindrome da malato immaginario in versione tecnologica, che colpisce quelle persone che vanno a cercare su Internet informazioni mediche per i più disparati motivi: per piacere, necessità, studio, curiosità.

Secondo lo studio Pew, per gli habitué della diagnosi fai da te, e della conseguente terapia fai da te, la fonte numero uno è Google: il motore di ricerca più famoso al mondo ha ufficialmente sostituito i siti specializzati di medicina. L’inaffidabilità delle fonti è, quindi, una questione all’ordine del giorno e per i pazienti non è facile trovare, nell’oceano delle informazioni approssimative e fuorvianti, un barlume di attendibilità. La nostra società, sempre più caotica, rischia di scontrarsi con una realtà in cui il medico curante verrà presto abbandonato per privilegiare il suo sostituto virtuale più veloce, gratuito e disponibile 24 ore su 24.

Categorie: Notizie

Autore:Claudia Nardi

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